Gruppi di Lavoro

GDL Terrorismo, Radicalizzazione e Violenza Estremistica

Partecipanti: Galliano Donatella, Luciano Peirone, Angelo Zappalà

Coordinatore/trice: Angelo Zappalà

Obiettivi: - Esaminare dal punto di vista psicologico il fenomeno della radicalizzazione e dell’estremismo jihadista in Italia
e gli altri fenomeni di radicalizzazione ed estremismo violento di matrice non Jihaidista
- Interagire con gli attori istituzionali
- Produrre una rassegna internazionale dei programmi di de-radicalizzazione
- Istituire una giornata annuale di presentazione delle attività del GDL alla cittadinanza
- Favorire opportunità formative per lo psicologo che intende lavorare settore della rieducazione e supportare
la deradicalizzazione di detenuti (Art. 7 Legge in discussione in Parlamento “Misure per la prevenzione della
radicalizzazione e dell’estremismo violento di matrice jihaidista”)
- Buone prassi dello psicologo che intende lavorare nel settore della rieducazione e deradicalizzazione di
detenuti e internauti

Descrizione:

“Altre” radicalizzazioni

L’avanzata di fenomeni populisti e i rigurgiti di movimenti di estrema destra segnalano che la scena europea si sta popolando anche di soggetti e di gruppi radicali d’ispirazione neonazista che trovano fertile terreno di coltura nella rabbia e nel disagio crescente della popolazione che assiste agli attentati terroristici e agli imponenti fenomeni di immigrazione.

Psicologia e psicologi per contrastare la radicalizzazione e l’estremismo violento

I think tank internazionali e gli stakeholders sono concordi nel ritenere fondamentale il passaggio da un approccio esclusivamente sociologico a uno che promuova, a pieno titolo, la psicologia quale disciplina di riferimento per il disegno e l’attuazione di programmi di prevenzione e di de-radicalizzazione (nella Radicalisation Awareness Network costituita in seno alla Commissione Europea nel 2011, vi sono psicologi).

Il nostro Paese è stato, ed è, virtuoso nella repressione del fenomeno terroristico ma, rispetto agli altri Paesi europei (in Francia, ad esempio, iniziano a nascere comunità terapeutiche per la de-radicalizzazione di soggetti “intossicati” dalla radicalizzazione), ha ancora vistose lacune sul piano della prevenzione. Si pensi, ad esempio, che nel nostro Paese non esiste una legge nazionale che definisca una strategia di prevenzione della radicalizzazione violenta. Attualmente è in discussione in Parlamento la Legge sulle “Misure per la prevenzione della radicalizzazione e dell’estremismo violento di matrice jihaidista”. Fra i vari articoli della Legge, si segnala l’Art. 7 dove si delinea un piano nazionale per la rieducazione e la deradicalizzazione di detenuti e di internauti. Il tema della rieducazione e della de-radicalizzazione si porrà sempre più spesso. Nel luglio 2016, Fabio Rolfi, Presidente della Commissione Sanità di Regione Lombardia, ha suggerito che “Le singole ATS lombarde potrebbero contribuire alla creazione di gruppi territoriali di psicologi specializzati, con sportelli da mettere a disposizione anche delle Forze dell'Ordine, per l'attuazione di percorsi di 'deradicalizzazione' di terroristi o aspiranti tali. In questo senso riteniamo che anche azioni coordinate con gli istituti scolastici lombardi possano essere utili, non dimenticandoci infatti che i ragazzi in età scolare sono fra i soggetti più a rischio di radicalizzazione islamica. Anche in questo caso il ruolo giocato da politiche di prevenzione e contenimento del rischio può fare davvero la differenza.". 

Nel corso del febbraio 2017, il Tribunale di Bari ha disposto un percorso di recupero socio-spirituale nei confronti di un operaio trentacinquenne — cittadino italiano ma originario dell’Albania — che  esaltava gli attentati dell’Isis. Il 10 aprile 2017 la Regione Piemonte ha organizzato un convegno dal titolo “Verso un approccio regionale alla prevenzione della radicalizzazione”. Nel corso dei lavori è emersa, fra le varie figure professionali da coinvolgere nei programmi di prevenzione e di de-radicalizzazione, anche la figura dello psicologo.